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Allarme tricologi, un adolescente su 5 perde i capelli Translate to English
Scritto da Cybermed Junior, 16-05-2012 18:50  
Pagina vista 5
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Roma, 16 mag. - I film ci propongono sempre l'immagine dei giovani adolescenti con i capelli lunghi e scarmigliati usati come bandiere della loro sfida generazionale: tuttavia l'iconografia comune non sembra affatto corrispondere al vero e i dati relativi alla caduta dei capelli nelle fasce giovanili e' allarmante. Ben il 18% degli adolescenti italiani, uno su cinque, ha infatti problemi di perdita di capelli. Lo afferma una ricerca promossa su un campione di 10 mila ragazzi italiani con la collaborazione di oltre 100 dermatologi sparsi su tutto il territorio nazionale da "IHRF, fondazione di ricerca per la patologia sui capelli" presieduta dal Prof. Fabio Rinaldi, dermatologo a Milano. Secondo lo studio l'acuirsi dei fenomeni di caduta si concentra soprattutto tra i 12 e i 20 anni e colpisce maggiormente i maschi (60% dei casi) rispetto alle ragazze che hanno invece problemi in una percentuale del 40% anche se il loro numero sta aumentando decisamente. La maggior parte di questi adolescenti (sia maschi che femmine) manifesta la forma di alopecia androgenetica (cioe' la forma piu' comune di calvizie). Nella maggior parte dei casi questi ragazzi hanno capelli che diventano sempre piu' fini, una caduta accentuata, un aumento della secrezione del sebo, fino a sviluppare un vero e proprio diradamento. In tutti questi casi la causa e' per lo piu' genetica, legata alla trasmissione di un errore sui geni del cromosoma X ereditati dalla madri. In molti casi, soprattutto nelle ragazze la caduta dei capelli puo' essere innescata da cattive abitudini alimentari (gravi disturbi alimentari), il fumo e il sonno insufficiente. Molto meno importante e', contrariamente al credo comune, l'uso eccessivo di gel cosmetici. Ma e' soprattutto a livello psicologico che il problema impatta duramente sui giovani. Nel 90% dei casi vivono il problema come prioritario e condizionante, nel 60% lo patiscono come una menomazione estetica e se ne vergognano, fino a isolarsi riducendo la frequenza scolastica e la compagnia degli amici addirittura nel 35% dei casi studiati. Ma quali sono i possibili rimedi al problema? Secondo il Prof. Rinaldi "e' indispensabile rassicurare questi ragazzi sulla possibilita' di contrastare la caduta con una diagnosi dermatologica il piu' precoce possibile, per evitare la progressione della calvizie e la ripercussione sulla qualita' della vita. Al giorno d'oggi ci sono molti rimedi terapeutici utili, come per esempio i fattori di crescita naturali o di biotecnologia, che possono portare a una soluzione del problema nel 90% di questi ragazzi". Insomma, i rimedi ci sono e, seppur colpiti da stress, cattiva alimentazione e predisposizione genetica, una diagnosi precoce e un controllo specialistico possono far si' che molti di questi giovani possano mantenere intatte le loro chiome.

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Vaccino o non vaccino mio figlio? Dove sta la verità? Una madre sempre più disorientata Translate to English
Scritto da Cybermed Junior, 15-05-2012 00:00  
Pagina vista 4
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vaccinazioniIn questi giorni ho ricevuto questa email da una “Mamma disperata”:

“Buona sera, sono sempre più tormentata, irritata e confusa sull'annosa questione dei vaccini. Al Signor X avevo già esposto una fastidiosa conversazione avuta con una pediatra, amica di una mia amica (anch’essa medico ed entrambe pro-vaccini) …
Ieri ho postato sulla mia bacheca di facebook la conferenza che si terrà a Verona il 20 maggio 2012 e che ho trovato sulla pagina della Fondazione Tremante, così come faccio normalmente con articoli e informazioni sui vaccini e sugli effetti negativi che possono avere.

In risposta mi sono trovata una serie di commenti da questa amica medico, nonché una lettera indirizzata a me dalla sua amica pediatra.
Ve li riporto solo per farvi chiarezza. S. D.”
.

Ecco un’estratto della lettera che la Pediatra ha inviato alla sua amico medico e i commenti che la stessa Signora S. D. ha inviato alla sua amica medico:

"… in tutta sincerità, io capisco che lei sia una tua amica, ma ti prego di non darle visibilità. Non lo trovo giusto nei confronti di madri comprensibilmente preoccupate per i loro figli. Io faccio la pediatra e questa Signora scrive cose tutte inesatte e fuorvianti sui vaccini. Inoltre è molto alterata nei confronti della categoria medica in genere … lei fa disinformazione, cita articoli ritirati o inesistenti e medici sconosciuti o radiati addirittura dall'ordine. Presso l'Asl esiste un Servizio serio e competente dedicato ai genitori che vogliono informarsi. Ovviamente non ha senso parlarne con la Signora che sostiene che noi medici ‘ci facciamo i soldi sulla pelle dei bambini’. Basta Erika, se vuoi da medico o da paziente articoli seri sull'argomento te li giro, peró davvero la disinformazione che fa la Signora in questione è pericolosa per tutti".

I commenti della Signora S. D.:
“… sto leggendo molto in merito, scritti e pubblicazioni firmate da medici accreditati (uno è il dr. Gava, cardiologo, farmacologo e tossicologo ricredutosi sui benefici dei vaccini durante gli anni di professione) e ricercatori che si autofinanziano e che non prendono sovvenzioni dalle indstrie farmaceutiche. Ho partecipato anche a una conferenza (e continuerò a seguirne, impegni familiari e lavorativi permettendo) di persona, sulla questione delle vaccinazioni: era tenuta da un medico e la sala era gremita di gente … Che interesse avrebbero a diffondere dati falsi? Loro non ci guadagnano niente, a differenza di chi sostiene le vaccinazioni e prende sovvenzioni dalle Industrie Farmaceutiche.

E ancora: perché non partecipa MAI nessun medico, anche se esortato a farlo, a queste conferenze pubbliche a cui presenziano spesso personaggi di un certo spessore, sia in campo medico che umanamente parlando? … Senza offesa, ma questi Signori sono medici tanto quanto te. Allora dove sta la verità? Di certo non dalla parte delle industrie farmaceutiche che speculano a scapito della nostra salute e della salute dei nostri figli. Io non sono contraria ai vaccini, ma alla modalità con cui si vaccina: senza anamnesi accurate, senza controlli, in massa, anche per patologie che un neonato di 3 mesi non correrà il rischio di contrarre almeno per i primi due anni della sua vita (vedi epatite B e tetano).

Allora perché? Cosa costa fare un dosaggio anticorpale per verificare che un bambino non possieda già naturalmente il numero di anticorpi necessari per affrontare e superare, nel caso la contragga, una specifica malattia evitando l'iperimmunizzazione che può causare gravi danni come anche le malattie autoimmuni? Se io ho contratto tutte le malattie esantematiche (tutte!) da bambina e ho un'immunità permanente e allattando fornisco tutti gli anticorpi necessari a mio figlio almeno fino al suo primo anno di vita, cosa che un vaccino non garantisce costringendomi a vaccinare ogni 5/6 anni i miei figli mettendoli poi a rischio di contrarre malattie ben più pericolose se prese in età adulta, perché li devo vaccinare dac neonati? E perché mi viene imposta un'esavalente quando i vaccini obbligatori (?) sono 4 ...? Se sono 4, io non ne voglio fare 6 a mio figlio! Per queste e molte altre domande a cui nessun medico, te compresa, vuol dare una risposta, tendo sempre di più a credere a questi Signori che, invece di terrorizzare, spiegano e portano dati alternativi a quelli banalmente artefatti e manipolati dalle società farmaceutiche. ….

Per quanto riguarda la lettera della Pediatra, io sono basita. Vorrei solo il bene dei miei figli, non mi interessa la propaganda. Il mio primo figlio (5 anni e 1/2) è stato vaccinato con le obbligatorie e le consigliate (MPR), perché all'epoca ignoravo la questione. Lui è un bambino fortissimo e sta benissimo, grazie al cielo; i vaccini non hanno avuto su di lui alcun effetto negativo (almeno per ora …). Il mio secondo figlio, di 6 mesi, non è vaccinato. Mi chiedo se sia un bene, a questo punto …
Perché delle madri, nonché medici, insistono così tanto sui benefici dei vaccini se è così palese secondo i vostri studi e le vostre ricerche che ci siano più rischi che benefici?
Io sono solo una madre che cerca di informarsi in nome della verità. Non sono un medico, ma il libro che sto leggendo (sui vaccini, del dr. Gava) mi sembra illuminante e io non ho conoscenze mediche. Allora perché non è lo stesso per questi vostri Colleghi? Perché sembra tutto così nebuloso? Io francamente sono sempre più disorientata … S. D.”.


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Rischio schizofrenia per bimbi con madre sensibile al glutine Translate to English
Scritto da Cybermed Junior, 14-05-2012 00:00  
Pagina vista 3
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Washington, 14 mag. - I bambini nati da donne che hanno suscettibilita' nei confronti del glutine hanno maggiori probabilita' di sviluppare disordini psichiatrici come la schizofrenia nel corso della vita. A sostenerlo, uno studio del Karolinska Institutet e della Johns Hopkins University. A quanto si legge sull''American Journal of Psychiatry', si tratta del primo studio in cui si evidenzia un legame fra sensibilita' al cibo della madre e disordini mentali del figlio. Il gruppo di scienziati ha esaminato i dati provenienti da 764 nascite e altrettanti campioni ematici relativi a bambini nati i Svezia nel periodo 1975-1985. Di questi bambini 211 hanno poi sviluppato disordini affettivi e schizofrenia. Gli scienziati hanno misurato i livelli di anticorpi IgG, marcatori di una reazione del sistema immunitario innescati dalla presenza della caseina e di una proteina chiamata gliadina, che e' un componente del glutine. Si tratta di anticorpi che passano dalla madre al figlio attraverso la placenta e alti livelli nel neonato di IgG indicano una risposta immunitaria alla proteina nella madre. I risultati della ricerca indicano che i bambini nati da madri con livelli troppo alti di anticorpi alla gliadina avevano circa il doppio di probabilita' di ammalarsi di disturbi mentali, al netto di altri fattori come l'eta' della madre, la nascita con parto cesareo e il peso alla nascita.

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